“Mi fa un buon prezzo.” È una delle frasi più pericolose della ristorazione. Un cartone in più, un omaggio, una promozione: sembra un vantaggio, ma spesso è una perdita nascosta. Se compri più di quello che ti serve, non stai risparmiando; stai solo spostando il problema.
L’abbondanza in magazzino genera incuria. “Tanto ce n’è”, si pensa. E quello che non controlli, si spreca. Il costo non è nell’acquisto: è nella gestione. Un magazzino pieno non è sicurezza; è rischio. Prodotti dimenticati, scadenze non viste, controlli più difficili. E quando arriva un’ispezione, non esiste la scusa dell’omaggio.
Anche i minimi d’ordine seguono la stessa logica: ti obbligano a comprare oggi quello che ti servirà domani. In pratica, stai finanziando la loro logistica con la tua liquidità.
La comodità è spesso pigrizia mascherata. Un fornitore che ti semplifica la vita non sempre migliora il tuo risultato; a volte lo appiattisce. E un locale che compra come tutti, diventa come tutti.
Il controllo non è nel prezzo: è nella scelta.
Ciò che non si misura, si ripete.
Osservo, ma non critico.

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